L'ORDINE
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II Sacro Militare Ordine
Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Equestre, il quale dalla sua
remotissima origine, si propone la Glorificazione della Croce, la Propaganda
della Fede, e la difesa della Santa Romana Chiesa, alla quale è strettamente
legato per speciali benemerenze acquisite in Oriente combattendo gli infedeli e
per molteplici prove di riconoscenza e di benevolenza avute dai Sommi Pontefici.
E' così non solamente precipuo dovere dei Cavalieri di vivere da perfetti
cristiani, ma sarà proprio di essi l'associarsi a tutte quelle manifestazioni
che concorrono all'incremento dei principi religiosi nelle masse e cooperare con
tutti i mezzi perché si ridesti nella pratica la vita cristiana.
L'Ordine, a rinsaldare maggiormente la sua secolare istituzione, conciliandola
con le esigenze dei tempi, che per la loro evoluzione hanno trasformato tutto il
regime della odierna società, si propone anche di dare il suo maggior contributo
di azione e attività alle due grandi opere eminentemente sociali dell'Assistenza
Ospedaliera e della Beneficenza.
STORIA DELL'ORDINE
Le origini del Sacro Militare Ordine
Costantiniano di San Giorgio, una delle più celebri
istituzioni cavalleresche della
Cristianità, sono leggendarie; la sua creazione risalirebbe all'Imperatore
Costantino il Grande al quale, durante
la vittoriosa battaglia contro il suo rivale Massenzio a Ponte Milvio, nei
pressi dell'Urbe, apparve una Croce infuocata con su scritto “In hoc signo vinces” . Il suo nucleo
sarebbe stato formato da cinquanta Cavalieri scelti per la Guardia personale
dell'Imperatore ai quali venne affidato il
Labaro imperiale, sopra cui risplendeva la Croce e il monogramma
di Cristo.
Messo sotto la protezione di San Giorgio - soldato di Cappadocia martirizzato al tempo dell'Imperatore Diocleziano - l'Ordine Costantiniano, ad istanza dell'Imperatore Marciano (450-457), venne approvato da Papa San Leone Magno nel 456. Nell'anno 459 circa, l'Imperatore Leone (457-474) in un Editto riconobbe Alessio Angelo e il figlio Michele quali Principi di Cilicia e di Macedonia, Conti di Drivasto, e aventi diritto al Gran Magistero dell'Ordine in quanto legittimi discendenti dell'Imperatore Costantino, fondatore della Sacra Milizia.
Nel 1190, l'Imperatore d'Oriente Isacco II Angelo (1155-1204) concesse all'Ordine gli Statuti che contengono, fra l'altro, il principio della primogenitura nella successione al Gran Magistero, principio ribadito in ogni documento successivo.
Il Gran Magistero pervenne poi al Principe Don Michele Angelo Flavio Commeno, Duca di Durazzo (1204) - cugino dell'Imperatore Isacco II - che acquisì il cognome Comneno per la bisavola paterna Teodora. L'Ordine rimase come dinastico dei Comneno anche dopo la perdita del trono nel 1453 a causa dell'invasione musulmana.
Nel 1522 il Principe Don Giovanni II Cesare degli Slavoni e dei Romeni emanò degli Statuti a conferma di quelli più antichi. Si tratta in realtà del primo documento sicuro della organizzazione dei Cavalieri creati dagli Angelo di Drivasto in associazione cavalleresca o meglio in Ordine.
Il 17 luglio 1551 i Principi di Tessaglia
ottennero da
Papa Giulio III,
con Breve “Quod Alias”, il riconoscimento del loro
Ordine e l'esercizio del Gran
Magistero. Venticinque anni dopo, il 25 ottobre 1576, sotto il pontificato di
Gregorio XIII, la Congregazione del
Concilio dichiarò vera Religione l'Ordine Costantiniano, ponendolo sotto la
regola di San Basilio.
Il 20 luglio 1623 il Principe Don Giovanni Andrea Angelo Flavio, in gravi difficoltà economiche, cedette il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano a Don Marino Caracciolo Principe di Avellino. Il passaggio ottenne l'approvazione da Papa Urbano VIII e venne ratificato dagli altri Comneno e dal Re di Spagna. Nel 1627, però, a seguito della rinuncia del Caracciolo, il Gran Magistero tornò alla Casata degli Angelo Comneno.
Nel
gennaio 1698 Francesco
Farnese, Duca di Parma, sollecitò la cessione in suo favore del Gran
Magistero Costantiniano presso Don Giovanni Andrea Angelo Flavio Commeno,
Principe di Macedonia, Conte di Drivasto e Durazzo. Quest'ultimo, essendo in
età avanzata, ammalato e senza prole, accondiscese alla richiesta del Duca e il
trapasso fu confermato con Decreto del 5 agosto 1699 dell'Imperatore Leopoldo II e ratificato, con
Breve “Sincerae fidei” del 24 ottobre dello stesso anno, da Papa Innocenzo XII.
L'investitura del nuovo Gran Maestro
avvenne solennemente nel 1700 nella
Chiesa di Santa Maria della Steccata
a Parma, che da allora divenne sede dell'Ordine. Nel 1705 il Duca
procedette alla riforma degli Statuti Costantiniani per regolare, in
particolare, la successione del Gran Magistero sulla base della primogenitura
maschile farnesiana e per stabilire, inoltre, che, morendo il Gran
Maestro senza prole, il Gran Magistero sarebbe passato al parente più prossimo
al Gran Maestro defunto e
appartenente alla Famiglia Farnese. La riforma ottenne l'approvazione di Papa
Clemente XI
- già Cardinale Protettore
dell'Ordine - che con Bolla “Militantis Ecclesiae” del 27 maggio 1718
accordò grandi privilegi al Gran Priore e al clero dell'Ordine, rinnovò
l'approvazione per la cessione del Gran Magistero fatta dall'ultimo Principe
della Famiglia Angelo Commeno al Duca di Parma, senza tener conto delle pretese
antiche origini imperiali dell'Ordine, come se si trattasse di una nuova
fondazione: “Perinde ac si ab ispomet Francisco Francisco Duce vere de novo
erecta et istituta fuisset”.
L'impulso dato dal Duca all'Ordine portò alla costituzione di un “Reggimento Costantiniano” che sulle orme di altri famosi Ordini si batté contro l'avanzata dei Turchi in Dalmazia e nel Levante. Le benemerenze acquisite dai Cavalieri Costantiniani nella difesa della civiltà cristiana furono riconosciute nella Bolla “Militantis Ecclesiae” emanata il 27 maggio 1718 da Papa Clemente XI. Con tale documento, uno dei più importanti nella storia dell'Ordine, la Santa Sede approvò anche la scelta della Chiesa di Santa Maria della Steccata a Parma quale sede conventuale della Sacra Milizia, con l'esenzione da ogni giurisdizione episcopale.
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ANTICHE ONOREFICENZE COSTANTINIANE (EPOCA FARNESE-BORBONICA) |
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La morte di Francesco I Farnese, avvenuta il 26 febbraio 1727 senza lasciare discendenza, pose il problema della successione, momentaneamente accantonata dall'ascesa al trono del fratello Antonio Farnese, già avanti negli anni e anch'esso senza discendenza. In previsione della vicina estinzione della Casa Farnese, già nel Trattato di Londra del 1718, le Potenze europee avevano stabilito che la successione nel Ducato spettasse all'Infante Don Carlo di Borbone, nato dal matrimonio di Elisabetta Farnese, nipote di Francesco I, con Filippo V di Spagna. Il Trattato ebbe pratica attuazione nel 1732 alla morte di Antonio Farnese e il passaggio del Gran Magistero a Don Carlo di Borbone fu approvato da Papa Clemente XII con Bolla del 12 maggio 1738.
Nel 1734 Carlo divenne Re di Napoli e nel 1735 fu incoronato, a Palermo Re di Sicilia. L'ex Ducato Farnesiano venne assegnato all'Austria e la sede dell'Ordine Costantiniano fu trasferita a Napoli con tutto l'archivio.
Nel 1759, alla morte del fratellastro Ferdinando VI, Carlo fu chiamato a succedergli sul trono di Spagna. L'opposizione delle potenze europee all'unione della corona iberica con quella napoletana, lo costrinsero, però, ad emanare la Prammatica del 6 ottobre 1759 in base alla quale, prima di salire sul trono di Spagna, destinava il Regno di Napoli al figlio terzogenito Ferdinando. Separatamente ed espressamente Carlo III investì l'Infante Ferdinando del Magistero Costantiniano, trapasso confermato da Papa Clemente XIII con il Monitorium del 19 dicembre 1763 nel quale, fra l'altro, venivano concessi all'Ordine nuovi privilegi.
La cessione fu, solo inizialmente,
contestata da Don Filippo di Borbone, secondogenito di Elisabetta Farnese e zio
di Ferdinando, salito sul trono
degli ex Stati farnesiani con il Trattato di Aquisgrana del 1748
e fondatore della Dinastia dei Borbone-Parma. Il Gran Magistero continuò,
quindi, ad essere esercitato da Ferdinando IV , grazie anche al riconoscimento
di Pio VI con Bolla “Rerum
humanarum conditio” del 24 marzo 1777, nella quale venivano pure dichiarati
aggregati all'Ordine i benefici dell'estinto Ordine Monastico di Sant'Antonio
Viennese di Francia.
Nel 1816, però, l'ex Imperatrice dei Francesi Maria Luigia d'Asburgo, alla quale per il Trattato di Parigi del 1814 era stato assegnato il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, quale discendente in linea femminile dei Farnese ricostituì nei suoi Stati l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, del quale assunse il Gran Magistero.
Accese dispute insorsero allora tra i Borbone di Napoli, i quali si consideravano i legittimi depositari della Sacra Milizia Costantiniana, e la Corte di Parma. La questione rimase aperta anche dopo da morte di Maria Luigia e il ritorno del Ducato sotto i Borbone-Parma, i quali mantennero l'Ordine Costantiniano, continuando a concederne le decorazioni. La Santa Sede non intervenne direttamente nella controversia ma ribadì con Breve di Pio IX “Maxima et Praeclarissima” del 17 luglio 1851 le immunità e le prerogative concesse ai Grandi Maestri dell'Ordine Costantiniano di Napoli. Privilegi successivamente confermati dallo stesso Pontefice nel Breve “Expositum Nobis” del 30 ottobre 1860.
Con l'unità d'Italia la Casa di Borbone perse il trono delle Due Sicilie, ma conservò il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio. La Santa Sede non esitò a riconoscere la legittimità della continuazione della Sacra Milizia nella Famiglia magistrale: Pio IX, poco prima di morire impartì l'Apostolica Benedizione al Re Francesco II con la Lettera “Nei tristissimi tempi” del 14 gennaio 1878; Leone XIII impartì al Conte di Caserta e alla sua Famiglia l'Apostolica Benedizione con la Lettera “Dilectissime in Christo” del 19 febbraio 1879; Pio X, con Biglietto della Segreteria di Stato 7 marzo 1910, nominò Protettore dell'Ordine Costantiniano il Cardinale Domenico Ferrata, Prefetto della Congregazione della disciplina dei Sacramenti. Successivamente, su nomina di Benedetto XV, ricoprirono la carica di Protettori il Cardinale Francesco di Paola Cassetta (1914), e il Cardinale Vittorio Amedeo Ranuzzi de' Bianchi de' Medici dei Conti di Piano (1919).
Dopo la scomparsa dell'ultimo Sovrano delle Due Sicilie Francesco II, avvenuta nel 1894, l'Ordine venne retto per molti anni dal fratello, il Principe Don Alfonso, Conte di Caserta (1841 - 1934) che apportò variazioni agli Statuti con esplicita approvazione della Santa Sede. Alla sua morte i diritti e le prerogative di Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e il Magistero dell'Ordine Costantiniano passarono al figlio primogenito Don Ferdinando Pio, Duca di Calabria ( 1869-1960), che il 20 luglio 1934 promulgò da Cannes i nuovi Statuti della Sacra Milizia, già predisposti dal Conte di Caserta.
Alla scomparsa del Principe Don Ferdinando
Pio, essendogli premorto l'unico figlio
maschio Ruggero (1914), la successione, in virtù della legge
salica, venne rivendicata dalla discendenza legittima del di lui fratello
secondogenito,
Don
Carlo, Conte di Caserta, Duca di Madrid (1870-1949). Il figlio di
quest'ultimo,
Don
Alfonso (1901-1964) assunse, pertanto, “jure sanguinis” la
primogenitura della Real Casa, con i relativi titoli, tra i quali il Magistero
dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, riconosciuto come tale dai Capi degli
altri due rami della Casa di Borbone: il Conte di Barcellona e il Duca di
Parma.
A lui è succeduto, nel 1964, il figlio S.A.R. il Principe Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e Borbone-Parma, Duca di Calabria, Conte di Caserta, che è ,quindi, l'attuale Capo della Casa di Borbone delle Due Sicilie e XI Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Alla morte di Don Ferdinando, Pio il titolo di Capo della Real Casa Borbone delle Due Sicilie e il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio vennero pure rivendicati dal Principe Ranieri, Duca di Castro, (1883-1973) quintogenito maschio del Conte di Caserta, richiamandosi al patto successorio sottoscritto a Cannes nel 1900 dal secondogenito Don Carlo. Dal 1960, pertanto, esiste un altro ramo dell'Ordine Costantiniano, di cui è attuale Gran Maestro S.A.R. Don Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, marito di Camilla Crociani.
La Santa Sede, suprema regolatrice delle Religioni militari, ha evitato di pronunciarsi sulla legittimità delle pretese avanzate dal ramo ultragenito della storica Famiglia, ed anche il Sovrano Militare Ordine di Malta ha mantenuto sulla questione una sostanziale neutralità.
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ONORIFICENZE COSTANTINIANE (EPOCA NOVECENTO) |
Un aperto riconoscimento della posizione dinastica di Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e della sua conseguente titolarità dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio si è avuto da parte della Corona di Spagna e dell'ordinamento giuridico spagnolo. L'8 marzo 1984, infatti , il Marchese de Mondejar “Jefe de la Casa de S.M. el Rey” attestò che il Re di Spagna Juan Carlos I aveva ordinato pareri ufficiali ad organi giurisdizionali e di Governo (Consiglio di Stato, Ministero degli Esteri, Ministero della Giustizia, Reale Accademia di Giurispudenza e Legislazione, Istituto Salazar y Castro, del Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche) su chi dovesse essere ritenuto Capo della Casa di Borbone Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. I pareri , largamente motivati, furono unanimi nel riconoscere la persona di S.A.R. Don Carlos di Borbone delle Due Sicilie ”como titular de la Jefatura de la Casa de Borbòn Dos Sicilias y del Gran Maestrazo de la Orden Costantiniana de San Jorge”.
La particolare considerazione che Don
Carlos gode presso la Corte di Madrid è confermata, inoltre, dalla
sua elevazione all'alta dignità di Infante di Spagna, avvenuta nel
1994 per volontà dello stesso Sovrano.
RAPPORTI CON LA SANTA SEDE E SUOI RICONOSCIMENTI ALL'ORDINE COSTANTINIANO
PRIVILEGI E CONCESSIONI DEI SOMMI PONTEFICI ALL'ORDINE COSTANTINIANO DI S. GIORGIO E SUOI CARDINALI
PERIODO GRAN MAGISTERO AGLI ANGELI-COMNENO
CALLISTO III (Borgia) - Nell'anno 1453 fu il primo Pontefice che dette l'approvazione e riconoscimento all'Ordine Costantiniano, allorquando gli eredi Principi Comneno ed il seguito dei loro Cavalieri, esuli dall'Oriente, si erano rifugiati in Aibania e successivamente in Italia.
(In « Regulae Equitum 5. Ceorgii» Brixial 177 ).
INNOCENZO VIII (Cybo), PIO II (Piccolomini), SISTO IV (Della Rovere), LEONE X (De Medici) confermarono con loro “Brevi Apostolici” l'Ordine Costantiniano.
PAOLO III (Farnese) emanò Bolle del 21 Novembre, 6 Dicembre 1545, 9 Dicembre 1546 in cui difese e riconobbe i Principi Comneno ed i Cavalieri Costantiniani (in Statuti Farnesiani - Stamperia Reale, 1785, pag. 189).
GIULIO III (del Monte) emanò Bolle del 27 Marzo e 17 Luglio 1550,11 Maggio e 27 Ottobre 1551 (“Quod Alias”), in cui accordò protezione ai Gran Maestri Angeli Comneno (Andrea ed Angelo) e rispettivamente all'Ordine Costantiniano.
PAOLO IV (Carafa) emanò Bolla “Cum a Nobis petitur”, in cui confermò tutti i privilegi riconosciuti ai Gran Maestri dell'Ordine Costantiniano.
PIO IV (de Medici) con Motuproprio del 13 Novembre 1564, seguito da Bolla del 1° Maggio 1565, concesse benefici ecclesiastici ai Cavalieri Costantiniani.
GREGORIO XIII (Boncompagni) con Monitorio del 7 Novembre 1575, delegò il Patriarca di Alessandria a difendere i Principi Comneno e i Cavalieri Costantiniani tanto da garantire loro i privilegi accordati dai Pontefici suoi predecessori.
Il 10 Ottobre 1576 gli stessi Cavalieri Costantiniani furono riconosciuti dalla Congregazione del Concilio sotto la Regola di S. Basilio, quale Ordine espletante una vera Religione ed i cui Cavalieri professi potevano ottenere benefici ecclesiastici e secolari.
SISTO V (Peretti) con Breve Apostolico “Cum sicut accepimus “ del 10 Luglio 1505 conferma i benefici ecclesiastici ai Cavalieri Professi Costantiniani, senza obbligo di dispensa apostolica in quanto l'Ordine è riconosciuto quale vera Religione.
CLEMENTE VII (Aldobrandini) con Monitorio del 22 Ottobre 1603, conferma facoltà e Privilegi concessi all'Ordine Costantiniano dai suoi predecessori.
GREGORIO XV (Ludovisi) prese le difese nel 1623 dell'Ordine Costantiniano e del Gran Maestro Andrea Angelo Flavio Comneno.
URBANO VIII (Barberini) autorizza nel 1626 una Consulta del Tribunale della Sacra Rota favorevole all'Ordine Costantiniatio, in cui si dichiara: “Censuimus constare ab origine et existentiam hujus Militiae, seu Ordinis Equitum Costantinianorum seu Angelicorum et Sancti Georgii, ejusque Magnum Magisterium spectare ad Familiam Angelam Flaviam, et Dominum Johannem Andream a dicta Familia descendere”
ALESSANDRO VII (Chigi) con Monitorio del 16 Agosto 1665 elargisce protezione ai Principi Comneno ed ai Cavalieri Costantiniani.
CLEMENTE X (Altieri) con i Monitori del 23 Dicembre 1672 e 4 Febbraio 1673, accorda protezione all'Ordine Costantiniano, garantendo una speciale importanza religiosa all'Ordine con Breve del 27 Agosto 1672. Fissa un Procuratore Generale dell'Ordine a Roma e nomina anche il Cardinale de Massimi, Protettore dell'Ordine. Nel medesimo documento viene stabilito che il Procuratore Generale, all'epoca il Cavaliere spagnolo Pietro Gomez, doveva prendere posto nelle Cappelle Pontificie, precedendo il Procuratore Generale dei servizi di Maria.
INNOCENZO XI (Odescalchi) con Breve del 14 Giugno 1687 nomina il Cardinale Gaspare Cavelerio Protettore dell'Ordine.
INNOCENZO XII (Pignatelli) con Breve “Sincerae Fidei” del 24 Ottobre 1699 acconsente al passaggio del Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano dall'ultimo erede di Casa Comneno (solus superstes), il Principe Giovanni Andrea Angelo Flavio, al Duca Francesco I Farnese, cessionario dell'Ordine il 26 Luglio 1697.
PERIODO GRAN MAGISTERO AI FARNESE
ALESSANDRO VIII (Ottoboni) con Breve, nomina il Cardinale Giovan Francesco Albani (poi Papa Clemente XI) Protettore dell'Ordine.
CLEMENTE XI (Albani) con Bolla, datata 12 Luglio 1706, approva gli Statuti Farnesiani dell'Ordine Costantiniano, redatti il 25 Maggio 1705. Successivamente, con Bolla datata 1718 ringrazia l'Ordine Costantiniano per aver condotto 2000 fanti In Dalmazia contro i Turchi, allorquando il Gran Maestro dell'Ordine è il Duca di Parma Farnese.
Con Bolla “Militantis Ecclesiae” del 26 Giugno 1718 emana la Costituzione dell'Ordine (Statuti Farnesiani, anno 1785, pag. 199 ed anche Bollario,Roma 1736). In questa Bolla il Pontefice,già Cardinale Protettore dell'Ordine, approva la erezione della Chiesa della Steccata di Parma quale Sede Conventuale dell'Ordine, concede i più grandi privilegi al Gran Priore ed al Clero dell'Ordine; affida al Gran Maestro la possibilità di convertire qualsiasi rendita o beneficio in Commenda, nonché di edificare Chiese; conferma tutti i privilegi già accordati dai predecessori Sommi Pontefici; garantisce dominio e potestà ai Vescovi Costantiniani, Chiese, Commende e Beni alla sede dell'Ordine in Parma.
Con Breve 27 Luglio 1723 accorda privilegi al Gran Priore Costantiniano.
BENEDETTO XIII (Orsini), INNOCENZO XIII (Conti) Con Breve del 27 Luglio 1723 e 3 Luglio 1725, concedono al Gran Priore Costantiniano di poter dare dimissionarie per gli Ordini Sacri. (Statuti Farnesiani, 1785, pag. 219).
PERIODO GRAN MAGISTERO AI BORBONE
CLEMENTE XII (Corsini) con Bolla 12 Maggio 1738 conferma la Dignità di Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano a Sua Maestà Re Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia. (Archivio Reale Casa delle Due Sicilie, Cartone IX, fascio I, n. 3, lettera B).
BENDETTO XIV (Lambertini) con Bolla del 30 Giugno 1741 autorizza gli Statuti del Reale Ordine di San Gennaro, nonché concede privilegi al Re Carlo, Gran Maestro, ed ai cavalieri dell'Ordine.
CLEMENTE XXII (Rezzonico) con Monitorio del 18 Dicembre 1763 stabilisce che gli Ordinari ed i Preposti alla cura di anime non devono turbare i cavalieri Costantiniani circa il possesso del loro privilegi. Per tale motivo richiama le Bolle dei Pontefici suoi predecessori, dichiarando poi che ogni vertenza tra il Gran Magistero e l'Autorità Eccelsiastica debba trattarsi presso la Camera Apostolica, pena le censure della Chiesa.
PIO VI (Braschi) con Bolla “Rerum Humanarum Conditio” del 24 Marzo 1777, autorizza l'aggregazione all'Ordine Costantiniano di tutti i benefici dell'estinto Ordine Monastico di Sant'Antonio Viennese di Francia.
PIO VII (Chiaramonti) con Bolla “Exponi Nobis Super feristi” del 20 Novembre 1807 conferma i privilegi e benefici di cui gode l'Ordine Costantiniano. Inoltre, con Breve del 27 Dicembre 1814 accorda Privilegi ecclesiastici a Re Ferdinando I Borbone, Gran Maestro dell'Ordine.
PIO VIII (Castiglioni) con Breve del 10 ottobre 1829 ed Indulto del 25 Novembre 1830 concede Privilegi ecclesiastici a Re Francesco I Borbone, Gran Maestro dell'Ordine.
GREGORIO XVI (Cappellari) con Bolla del 9 Dicembre 1836 acconsente Re Ferdinando II Borbone, Gran Maestro dell'Ordine, la fondazione quale “ex voto” della Basilica di San Francesco di Paola in Napoli.
PIO IX (Mastai Ferretti) con Breve, “Maxima et preaclarissima” del 17 Luglio 1851 riconosce i diritti e privilegi concessi dai suoi predecessori ai Gran Maestri dell'Ordine Costantiniano. Inoltre, con Breve del 30 Ottobre 1860 riconosce a S.M. Re Francesco II Borbone, l'autorità di conferire le Commende dell'Ordine ai propri confratelli.
Con Breve del 25 settembre 1863 consegna alla Curia Napoletana la proprietà della Chiesa di S. Antonio Abate, appartenente all'Ordine Costantiniano, evitandone la confisca da parte del governo sabaudo, che aveva decretato la requisizione di tutti i beni costantiniani.
LEONE XIII (Pecci) con Lettera del 19 Febbraio 1879 elargisce a S.A.R. D.Alfonso Borbone,Conte di Caserta, nonché alla Reale Famiglia Magistrale l'Apostolica Benedizione.
SAN PIO X (Sarto) con Breve del 7 Marzo 1910 sceglie il Cardinale Domenico Ferrata quale Protettore dell'Ordine.
Con “Placet” del 22 Marzo 1911 autorizza la costruzione della Chiesa Abbaziale di Santa Maria a Cappella (Crocelle) in Napoli, (sotto il Patronato della Famiglia Tomacelli Filomarino), quale Sede dell'Ordine. Con “Placet” del 7 Aprile 1911 e del 2 Aprile 1913 approva i Decreti Magistrali sulla modifica delle insegne dei Cavalieri Costantiniani ecclesiastici, concedendo loro altri privilegi. Il 3 Dicembre 1913, morto il Cardinal Ferrata, nomina il Cardinale Francesco di Paola Cassetta Protettore dell'ordine. In data 22 Dicembre, 1913 riceve in udienza solenne un gruppo di cavalieri costantiniani, presieduto dal Gran Maestro S.A.R. Don Ferdinando Pio di Borbone, Duca dl Calabria, benedicendo il ricostruito Labaro Costantiniano.
BENEDETTO XV (della Chiesa) con Breve del 13 Dicembre 1913 restituisce all'Ordine Costantiniano la Chiesa napoletana Abbaziale Curata di Sant'Antonio Abate.
Con Breve del 9 Giugno 1919, morto il Cardinale Cassetta, nomina il Cardinale Vittorio Amedeo Ranuzzi de' Bianchi Protettore dell'Ordine. Infine,il 9 Luglio 1919 approva Ie variazioni agli Statuti dell'Ordine, volute da S. A. R. Don Alfonso Maria Borbone.
PIO XII (Pacelli) con Lettera del 24 Maggio 1943 ringrazia S. A. R. D. Ferdinando Pio Borbone, Duca di Calabria e Gran Maestro, nonché i Membri dell'Ordine Costantiniano per il contributo alla costruzione della Chiesa di S. Eugenio in Roma, impartendo la Benedizione Apostolica.
GIOVANNI PAOLO II (Wojtyla) il 27 febbraio 2004 da udienza privata all'Infante Gran Maestro D. Carlos Borbone e familiari.
Ecclesiastici insigniti del grado di BALI' Gran Croce e Cavalieri di Giustizia (1860-1994)
(BALI', GRAN CROCE)
· Em.mo e Rev.mo Card. D. Flavio dei principi Chigi Albani, Nunzio Apostolico a Monaco (1866)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Giuseppe Ferrari, Tesoriere Generale Rev. Camera Apostolica e Ministro Finanze (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Tommaso de Iglesias y Barcones, Patriarca Indie (1868)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Antonio Matteucci, Vice Camerlengo S.R.C. (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Bartolomeo Pacca dei marchesi di Matrice,Maggiordomo Maggiore di S. Santità (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Andrea Pila (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Francesco Ricci, Maestro di Camera di S. Santità (1868)
· Em.mo e Rev.mo Card. D. Vittorio Amedeo Ranuzzi de Bianchi, Cardinale Protettore (1912-19)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Giovanni de Sangro di Casacalenda, Gran Priore (1910-15)
· Em.mo e Rev.mo Card. Rafael Merry del Val, Segretario di S. Santità (1912)
· Em.mo e Rev.mo Card. Adolfo Alessandro Novel (1913)
· Em.mo e Rev.mo Card. Pietro Gasparri (1915)
· Em.mo e Rev.mo Card. Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte (1917)
· Em.mo e Rev.mo Card. Raffaele Scapinelli (1920)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Francesco Nicoletti (1920)
· Em.mo e Rev.mo Card. Giuseppe Pizzardo, Vescovo di Albano, Prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari (1921)
· Em.mo e Rev.mo Card. Benedetto Aloisi Masella, Vescovo di Palestrina e Prefetto della Sacra Congregazione dei Sacramenti (1923)
· Em.mo e Rev.mo Card. Nicola Canali, Primo Diacono di S. Nicola in Carcere (1923)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Vittorio Longo, Vescovo di Lorima (1953)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Paolo Savino, Vescovo di Cesarea in Tessaglia (1959)
· Em.mo e Rev.mo Card. Alfonso Cardinale, Arcivescovo di Napoli (1959)
· Em.mo e Rev.mo Card. Gaetano Cicognani di Santa Cecilia (1960)
· Em.mo e Rev.mo Card.Alfonso Arcadio Maria Larraona, Prefetto Sacra Congregazione dei Riti (1960)
· Em.mo e Rev.mo Card.Clemente Micara, Vescovo di Velletri, Vicario Generale di S. Santità (1961)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Bruno Heim, Arcivescovo di Xanthus, Nunzio Apostolico (1994)
(CAV. GIUSTIZIA)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Giovanni Amherst (Gran Bretagna) (1862)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Giuseppe dei Marchesi Bisogno, Cameriere Segretario di S. Santità (1902)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Andrea Bizzarri (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Nicola dei conti Capece Galeota, Protonotario Apostolico (1860)
· Em.mo e Rev.mo Abate D. Antonio Coppi, Membro Consiglio di Censura Stampa e Cons. Magistratura Municipale di Roma (1866)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Achille Marsigli,Cameriere Segretario di S. Santità (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Francesco Nardi, Uditore S.R.C. (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Carlo e Renato Poirier (Francia) (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Francesco Ricci, Cameriere Segretario di S. Santità (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Luigi Fulco Ruffo di Calabria dei principi Scilla, Arcivescovo Chieti (1868)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Giuseppe Stella, Cameriere Segretario di S. Santità (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons.Giorgio Talbot de Malahide (1861)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Turner (1861)
· Em.mo e Rev.mo Abate Filippo Ventapane (1860)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Roberto de Werdenberg (Austria) (1866)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Bartolomeo Capasso dei conti delle Pastene (1899)
· Em.mo e Rev.mo Mons. D. Michele Caracciolo dei principi di Torchiarolo (1901)
· Em.mo e Rev.mo Mons.D.Nicola Canali (1909)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Riccardo Sans de Samper (1912)
· Em.mo e Rev.mo Mons. Giuseppe Cattaneo di Sannicandro (1919)
· Em.mo e Rev.mo Arcivescovo Lorenzo Schioppa (1921)
Recenti Cardinali costantiniani, Balì Gran Croce di Giustizia
· Em.mo e Rev.mo Bernard Cardinale Agré, Arcivescovo Emerito di Abidjan (2008)
· Em.mo e Rev.mo Gilberto Cardinale Agustoni (1994)
· Em.mo e Rev.mo D. Cardinale Amigo Vallejo, Arcivescovo di Seville (2006)
· Em.mo e Rev.mo Anthony Cardinale Bevilacqua, Arcivescovo di Filadelfia (1994)
· Em.mo e Rev.mo Antonio Cardinale Cañizares Llovera. Ex Arcivescovo di Toledo e Primate di tutta la Spagna, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (2006)
· Em.mo e Rev.mo D. Dario Cardinale Castrillon-Hoyos (2003)
· Em.mo e Rev.mo Giovanni Cardinale Cheli (2006)
· Em.mo e Rev.mo Josef Cardinale Glemp, Primate di Polonia (1983)
· Em.mo e Rev.mo Zenon Cardinal Grocholewski (1993/2001)
· Em.mo e Rev.mo Antonio Cardinale Innocenti (1997) (+ 6 Settembre 2008)
· Em.mo e Rev.mo D. Eduardo Cardinale Martínez-Somálo (1960/1989)
· Em.mo e Rev.mo George Cardinale Pell, Arcivescovo e Metropolita di Sydney (2009)
· Em.mo e Rev.mo Luigi Cardinale Poggi, Bibliotecario e Archivista della S.R.C. (1994)
· Em.mo e Rev.mo Norberto Cardinale Rivera Carrera, Arcivescovo di Messico (2002)
· Em.mo e Rev.mo D. Antonio María Cardinale Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (1995)
PAPA
PIO IX ABBRACCIA RE FERDINANDO II
DURANTE IL SUO ESILIO NEL REGNO BORBONICO,1849 (QUADRO DEL
PITTORE BIGIOLI)
MONSIGNORE
DON LUIGI CARACCIOLO DEI PRINCIPI DI TORCHIAROLO,
BALI' GRAN CROCE DELL'ORDINE (1903-1913)
CARDINALE
RAFAEL MERRY DEL VAL Y ZULUETA, SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA'
(1903-1914), GRAN CROCE DELL'ORDINE
1912
MONSIGNORE
DON LUIGI MARIGLIANO DEI DUCHI DEL MONTE, BALI' GRAN PRIORE DELL'ORDINE (
1913-1914)
CARDINALE
DOMENICO FERRATA, PROTETTORE DELL'ORDINE (1910-1914)
CARDINALE
FRANCESCO DI PAOLA, PROTETTORE DELL'ORDINE
(1914-1919), CON LA REAL DEPUTAZIONE DELL'EPOCA
CARDINALE
PIETRO GASPARRI, SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA' (1914-1930), GRAN CROCE
DELL'ORDINE 1915
PAPA
PACELLI (PIO XII) GRAN CROCE DI MERITO E GRAZIA DELL'ORDINE 1913
MONSIGNORE
DON GIOVANNI DE SANGRO DI CASACALENDA, BALI' GRAN PRIORE DELL'ORDINE (1915-1939)
CARDINALE
GIOVAN BATTISTA NASALLI ROCCA DI CORNELIANO, ARCIVESCOVO DI BOLOGNA, BALI' DI
GIUSTIZIA DELL'ORDINE 1922
CARDINALE
AMEDEO RANUZZI DE' BIANCHI, PROTETTORE DELL'ORDINE (1919-1924)
CARDINALE
LUIGI LAVITRANO, ARCIVESCOVO DI PALERMO, BALI' DI GIUSTIZIA DELL'ORDINE
CARDINALE
G.B. NASALLI ROCCA, GRAN CROCE DELL'ORDINE
IL
GRAN MAESTRO HRH L'INFANTE D. CARLOS IN UDIENZA PRIVATA
CON PAPA
BOLLA GREGORIO XVI PER FONDAZIONE CHIESA S. FRANCESCO DI PAOLA 1836
BREVE PIO IX A SA FRANCESCO II 1860
LETTERA PIO IX A SAR ALFONSO 1878
LETTERA LEONE XIII A SAR ALFONSO 1879
LETTERA CARDINALE GASPARRI, SEGRETARIO STATO DI SUA SANTITA', A SAR ALFONSO 1910
NOMINA DI PIO X DEL CARDINALE FERRATA A PROTETTORE DELL'ORDINE 1910
PLACET PIO X ALLA NOMINA DELLA CHIESA S. MARIA CAPPELLA A SEDE DELL'ORDINE 1911
LETTERA DI SAR AL PAPA PIO X PER IL CULTO NELLA CHIESA S. MARIA A CAPPELLA 1911
LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DEL CARD. PACELLI
(PIO XII) PER LA NOMINA A CAV. DI GRAZIA DELL'ORDINE 1913
PERGAMENA DELLA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA BASILICA DI PONTE MILVIO.1912
LAPIDE COMMEMORATIVA DEI CAVALIERI DELL'ORDINE PER LA FONDAZIONE DELLA CAPPELLA DELL'ORDINE NELLA BASILICA COSTANTINIANA A PONTE MILVIO (RM) 2 1912
BREVE DI BENEDETTO XV SULLA NOMINA DELLA CHIESA DI S. ANTONIO ABATE(NA) BASILICA DELL'ORDINE 1916
LETTERA CARD. GASPARRI AL GRAN PRIORE ORDINE 1918
NOMINA DI BENEDETTO XV DEL CARD. RANUZZI DEI BIANCHI A PROTETTORE DELL'ORDINE
LETTERA DEL CARD. NASALLI ROCCA, ARCIV. DI BOLOGNA, BALI' DI GIUSTIZIA 1922
LETTERA DEL CARD. PACELLI,SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA', A SAR ALFONSO 1931
ASSENSO DI PIO XI A SAR FERDINANDO PIO PER LA TRASLAZIONE DI SAR FRANCESCO II E MARIA SOFIA NELLA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO
DEI NAPOLETANI (RM) 1938
RINGRAZIAMENTI DI PIO XII ALL'ORDINE COSTANTINIANO PER IL CONTRIBUTO ALLA FONDAZIONE DELLA CHIESA DI S.EUGENIO (RM) 1943
NOMINA DI BENEDETTO XV DEL CARD. DI PAOLA A PROTETTORE DELL'ORDINE 1914
LETTERA DEL CARD. LAVITRANO, ARCIVESCOVO DI PALERMO, BALI' DI GIUSTIZIA 1943
LETTERA CARD. TEDESCHINI, CAV. GRAZIA, A SAR ALFONSO 1913